Come concentrarsi per studiare: metodo di studio per combattere la mancanza di concentrazione, vol. 3

un altro post su come concentrarsi per studiare bene

Adottare un metodo di studio per combattere la mancanza di concentrazione significa assumere un diverso atteggiamento nei confronti della parte della giornata dedicata ai compiti – momento che, agli occhi di alcuni, appare come una costrizione. Per vincere il disturbo della concentrazione occorre infatti imparare a vedere nello studio un’attività “normale”, come guardare la TV o fare una passeggiata tonificante. Alcuni individui particolarmente versati considerano le ore trascorse sui libri un momento rigenerante della loro giornata perché si sono innanzitutto abituati a percepirle in questo modo.

Nel primo articolo dedicato alle strategie per secondo alcuni lo studio notturno è una soluzione per arginare il disturbo della concentrazionesuperare la difficoltà di concentrazione ho illustrato come prepararsi al momento dello studio, approntando un ambiente che possa aiutarti a mettere a fuoco le consegne, lasciando fuori tutto il resto. Il secondo post della serie, invece, illustra un metodo di studio universitario utile a organizzare la tua sessione di lavoro in modo da ridurre al minimo le distrazioni.

In questo contributo spiegherò invece come abituare il corpo e la mente a mantenere più a lungo la concentrazione attraverso alcune semplici regole comportamentali. Ricorda che per abituarsi a un ritmo di studio efficace occorre esercizio, proprio come è richiesta una buona dose di allenamento per migliorare i propri tempi nella corsa o per impratichirsi nella guida di un’automobile. E’ quindi possibile che inizierai a scorgere i benefici di queste pratiche di potenziamento dell’attenzione solo in un secondo momento.

La scienza della pausa

una passeggiata come tecnica di concentrazione

Il modo migliore per iniziare a erodere il disturbo della concentrazione consiste nel sostituire un singolo intervallo particolarmente lungo con pause brevi e regolari. Fra un compito e l’altro puoi inserire qualche minuto di riposo, oppure fare un break di cinque minuti per ogni ora di lavoro.

Ma cosa fare durante queste brevi pause in modo da ottimizzare il potenziale di rilassamento senza incidere sul livello di concentrazione complessivo? Prepara e addenta una merenda leggera, oppure dedicati a qualche minuto di stretching (alcuni esercizi di rilassamento esposti qui potrebbero fare al caso tuo). Metti il muso fuori casa per una brevissima passeggiata e, in generale, fai qualcosa di attivo invece di fissare il feed di Facebook: rimanere seduti alla scrivania per delle ore non aiuta infatti a superare la mancanza di concentrazione.

Se non fai pause regolari, la tua mente inizierà a considerare lo studio uno sforzo senza fine: la mente, come il corpo, rigetta una prospettiva del genere così da finire per associare lo studio ad una sensazione di disagio. Produttività e concentrazione caleranno a picco e, se non ti troverai spalmato sui social, otterrai comunque risultati scadenti nello studio.

Attenzione alla caffeina

l'iperattività da caffeina non aiuta contro le difficoltà di concentrazione

Molti studenti considerano la caffeina e gli energy drink come validi supporti per la concentrazione, ingollando litrate di bevande caffeiniche e iperzuccherine per mettere a frutto la fatidica “notte prima degli esami”.

Se per alcuni questa strategia dietetica sembra funzionare, molti rimangono spiacevolmente sorpresi degli effetti della caffeina sulla qualità del loro studio. Invece di focalizzare tutte le energie sulla consegna, il cuore inizia a ballare nella cassa toracica, i muscoli delle gambe prudono e, in men che non si dica, ci si trova a vagare per casa in preda ad un’iperattività irrefrenabile, che, però, non aiuta a mantenere la concentrazione.

Il mio consiglio è di non eccedere nell’assunzione di caffeina, assumendone la quantità quotidiana standard. Se davvero non riesci a non sorseggiare una bibita mentre studi, puoi versarti un bicchiere d’acqua o un succo di frutta, in modo da rimanere idratato.

Gruppi di studio

un gruppo per studiare bene

I gruppi di studio possono diventare il catalizzatore di una sessione di studio proficua oppure stroncarla sul nascere: scegli attentamente con chi condividere la scrivania perché basta un solo individuo incline alla distrazione per trascinare con sé tutti gli altri. Come concentrarsi per studiare se tutto intorno a te regna la baraonda?

D’altronde, è anche vero che lavorare in solitaria può inibire la concentrazione: immersi in un ambiente silenzioso e vuoto, la soglia di attenzione per gli stimoli dall’ambiente circostante potrebbe abbassarsi tanto da attirare lo sguardo su alcuni microstimoli ineliminabili, come il ticchettio di un orologio o il gocciolio del rubinetto.

Studiare con altre persone significa essere immersi in un rumore di fondo ovattato che, proprio come il rumore bianco, può aiutare a cancellare il disturbo da concentrazione. Inoltre, i tuoi compagni di studio possono aiutarti a tenere sotto controllo le tue distrazioni: sapendo che devi presentare una tesina tra un paio di giorni, possono rimetterti in riga ogni volta che ti scoprono a scorrere la home di Facebook, richiamandoti allo studio come il più rigoroso dei tutori.

Anche lavorare in gruppo sugli stessi problemi può diventare utile se si mettono in comune le strategie e i ragionamenti impiegati per affrontarli. Ciascuno colmerà le lacune dell’altro cosicché tutti ne trarranno profitto, completando rapidamente le consegne e imparando allo stesso tempo.

Crearsi della alternative

un villaggio in fiamme è un incentivo a studiare bene

La difficoltà di concentrazione è in larga parte dovuta alla costante consapevolezza che esiste un’alternativa più divertente e rilassante allo studio: chattare con gli amici, giocare a calcetto, guardare video a ruota su youtbe – sono tutte attività che ingolosiscono lo studente medio, distogliendolo dalle sue consegne.

Ti sei mai chiesto come mai i giovani nati in paesi in via di sviluppo si comportino spesso con impeccabile diligenza e considerino la scuola il loro più grande lusso? La risposta è scontata: l’alternativa a cinque ore col sedere sulla sedia e gli occhi sull’eserciziario è un mondo di miseria e dolore.

Basterà allora mettersi nei loro panni per rivalutare immediatamente la tua sessione di studio quotidiana e riconquistare la concentrazione perduta: trasferisciti in un paese a scelta dell’Africa centrale, possibilmente in una zona dell’entroterra. La tua giornata al villaggio inizierà prima dell’alba, quando verrai svegliato per la marcia quotidiana fino al vicino pozzo di acqua potabile, distante svariati km. Nel corso della tua escursione, carico d’acqua fino a spezzare le reni, potrai pascerti della natura ospitale e del clima gentile: sarai vessato da un caldo umido, inseguito da predatori affamati e vittima delle attenzioni di densi stormi d’insetti malarici. Magari riuscirai anche a tornare al villaggio giusto in tempo per trovarlo occupato dagli squadroni para-militari che, nel tempo della tua gita, avranno dato fuoco alla tua capanna e mutilato in maniera raccapricciante i tuoi cari, prima di trucidarli.

Capisci ora, che a fronte di un’esperienza del genere sarai naturalmente indotto a concentrarti maggiormente sullo studio. Soltanto, nel fruscio del voltare pagina, ti sembrerà talvolta di riconoscere l’eco delle budella che, gentilmente agevolate da un machete arrugginito, abbandonano il ventre di tua madre.

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