Come concentrarsi per studiare: metodo di studio per combattere la mancanza di concentrazione vol. 2

metodo di studio per tutte le materie

La battaglia per vincere le difficoltà di concentrazione sembra spesso persa in partenza. Molti ragazzi cambiano metodo di studio, sperimentano nuove tecniche di concentrazione ma il risultato è sempre lo stesso: pochi minuti di attenzione altalenante e si finisce per porre mano al cellulare o al computer.

Non è facile illustrare come concentrarsi per studiare bene e velocemente perché la mente umana è materia volatile, difficile da imbrigliare. Bisogna allora creare le condizioni affinché non si presenti il disturbo della concentrazione, allenando mente e corpo a rispondere soltanto a determinati stimoli e a isolarsi dagli altri.

Nel primo articolo ti ho mostrato come preparare un ambiente adatto ad ospitare una sessione di studio proficua. Tocca ora prendere la penna in mano e aggredire libri e quaderni: non farti vincere dallo sconforto, sei già a buon punto!

Resetta il tuo cervello

Prendi qualche minuto per “reimpostare” le tua attività cerebrali. Non è per niente semplice passare dalla vita quotidiana, così piena di stimoli, al momento dello studio, durante il quale molti input devono essere tagliati fuori. Regala al tuo cervello qualche istante per passare dalla modalità “guardo video su youtube senza soluzione di continuità” al settaggio “studio matto e disperatissimo”.

resettare il cervello per studiare bene

Puoi sfogliare le pagine del libro di testo o dell’eserciziario, per agevolare il processo ed entrare rapidamente nell’impostazione mentale adeguata.

Un’altra tecnica di studio che potrebbe aiutarti in questo frangente consiste nel ricopiare rapidamente gli appunti di qualche giorno prima: l’attività manuale si lega e supporta le funzioni cognitive attivate per comprendere le note che, probabilmente, non si sono ancora ben sedimentate nella memoria.

Otterrai così due benefici in un sol colpo: innescherai il meccanismo della concentrazione e riprenderai alcuni argomenti ormai sbiaditi.

Per aspera ad astra

Aggredisci i compiti più complessi per primi. Se desideri studiare bene e ottenere risultati devi allocare le tue risorse mentali in maniera intelligente. Dedica le fasi più lucide della tua sessione di studio, quando sei ancora fresco e determinato, ad affrontare le consegne più difficili.

Se, per esempio, non riesci a mandare giù le formule di analisi e ti senti più votato alla letteratura italiana, affrontale in quest’ordine. In questo modo il tuo cervello sarà fresco per il compito più difficile e, una volta completatolo, potrai premiarti con qualcosa di più piacevole e meno faticoso.

Segui dunque quest’ordine – dalla consegna più difficile alla più facile – cosicché il lavoro ti risulti più leggero man mano che accumuli ore di studio sulle spalle. Puoi sostituire i compiti più complessi con quelli che richiedono più tempo per essere archiviati, anche se spesso i due termini coincidono.

Parla ad alta voce

Alcuni studenti universitari trovano che parlare ad alta voce durante lo studio aiuti a concentrarsi per studiare, soprattutto se stanno facendo un lavoro ripetitivo e noioso.

Potresti enunciare il compito di matematica man mano che lo risolvi in modo da tenere la tua attenzione centrata sul problema. Questo metodo funziona anche quando ti confronti con un  problema particolarmente complesso perché chiarisce e snoda il flusso di pensieri: appianare un groviglio di idee aiuta a guadagnare visione d’insieme e a stimolare la creatività.

la biblioteca è una location perfetta per combattere la difficoltà di concetrazione

Magari, però, ti trovi in una biblioteca pubblica dove vige il divieto assoluto di parola, oppure ti senti un po’ tocco a snocciolare vagonate di cifre e declinazioni senza un pubblico che ti ascolti. Non preoccuparti, non serve gridare, basta sussurrare.

Non correre avanti

Finisci un compito prima di passare a quello successivo o rischierai di perdere la concentrazione: sembrerebbe infatti che cedere al multitasking, dividendo la propria attenzione fra compiti differenti, riduca drasticamente le funzioni cognitive, rendendo il lavoro ancora più duro.

Se, come suggerito nel primo post di questa serie, hai steso la lista delle attività da completare, puoi spuntare i compiti man mano che li completi. Ogni volta che apporrai una tacca sulla tua lista sarai gratificato da una sensazione di successo e spronato a continuare.

Se proprio non riesci a risolvere un’equazione o a rispondere a una domanda è meglio lasciare il quesito da parte per qualche tempo. Fissare un compito che non riesci a risolvere non aiuta concentrarsi e, anzi, fa montare la frustrazione e perdere tempo. Dedicarsi a una nuova consegna potrebbe sollevarti il morale e darti lo slancio necessario per ritornare, in un secondo momento, su quel problema che ti sembrava irrisolvibile.

Conosci i tuoi limiti

Capisci quando è il tempo di smettere: non c’è modo peggiore di superare le difficoltà di concentrazione che spingere il tuo corpo oltre i suoi limiti fisiologici.

Se per esempio progetti una notte di studio, non superare di più di due ore l’orario in cui normalmente ti addormenti. Se il tempo non ti basta, prova a svegliarti presto la mattina seguente. Se non riesci a completare le consegne, organizzati meglio per la prossima volta.

dormire e studiare non vanno mischiate per battere i problemi di concentrazione

La qualità dello studio è inversamente proporzionale all’affaticamento: più ti stanchi e meno riesci a concentrarti. Se tiri troppo a lungo la sera, potresti anche riscontrare deficit di concentrazione il giorno successivo. Non sovrapporre le ore di studio alle ore che andrebbero dedicate al sonno, altrimenti avrai difficoltà a programmare il tuo studio, organizzare il tuo tempo e valutare il carico di lavoro.

Gioca al ribasso

Se, nonostante tutte i consigli e le tecniche di concentrazione che ti ho illustrato, continui ancora a distrarti a fissare il vuoto c’è la possibilità che tu sia stupido: ma non preoccuparti, ho una soluzione anche per questo problema apparentemente insuperabile.

La stupidità non è altro che il divario tra le funzioni cognitive e le sfide che vengono loro poste innanzi: se non hai abbastanza materia grigia per gestire le equazioni di terzo grado, allora passa a quelle di primo grado. Se non sei capace di scrivere un saggio breve sull’istituzione della magistratura edile in età classica, butta giù un temino dedicato a enucleare il rapporto tra api e fiorellini. Noterai un immediato giovamento nella qualità del tuo studio e un calo drastico del disturbo della concentrazione.

formine per superare il disturbo della concentrazione

Hai 15 anni e detesti la perifrastica? Non ne puoi più delle superiori? Chiedi una retrocessione! Rivolgiti a uno psicologo connivente e chiedigli un certificato in cui dichiara che sei stupido. Per supportare la tua causa davanti alle autorità scolastiche puoi comportanti in maniera consona: sbava, grugnisci e produciti in spasmi muscolari irrefrenabili. Fissa gli astanti con sguardo vacuo e ti ritroverai a introdurre formine colorate in buchetti in men che non si dica.

Il disturbo dell’attenzione non è ancora domato? Prova a leggere il primo e il terzo articolo della serie dedicata all’argomento.

 

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