Ricetta della torta pasqualina

torta pasqualina della nonna

Con l’avvicinarsi della Pasqua è arrivato il momento di spolverare la ricetta originale della torta pasqualina, un piatto semplice e gustoso che regalerà un sorriso – e perchè no, una leccata di baffi – ai vostri commensali. La ricetta che vi confido oggi è un’invenzione di mia nonna Regina che, oltre ad essere una golosona, era anche una cuoca straordinaria: trascorreva gran parte della sua giornata china a cucinare sui fornelli e, per mia e vostra fortuna, ha ricopiato tutte le sue ricette in un vecchio quadernetto a righe. Ecco allora la ricetta originale della torta pasqualina di nonna Regina!

Ingredienti

Per la pasta
  • 375 grammi di farina
  • 1 cucchiaino di sale
  • 4 cucchiai di olio d’oliva extravergine
Per il ripieno
  • 1,2 kg di verdurame (cardi, spinaci, fagiolini, bieta)
  • 2 cucchiai di olio d’oliva extravergine (più l’occorrente per spennellare la pasta)
  • 3 cipolle tagliate a cubetti
  • sale e pepe
  • un pizzico di nosce moscata
  • 200 gr. di ricotta
  • 80 gr. di parmigiano grattugiato
  • 9 belle uova
  • 2 cucchiaini di zucchero

Preparazione

  1. La pasta.
    Nonna regina era una perfezionista: “La mia torta pasqualina è tutta mia, non la compro mica la pasta al supermercato!“. Voi potete procurarvi la pasta già pronta e passare direttamente al punto 2. Altrimenti: versate la  farina in una ciotolona. Mescolate un quarto di litro d’acqua, 1 cucchiaino di sale e 4 cucchiai di olio d’oliva. Quindi versatevi gradualmente la farina fino ad ottenere una pallottola scabrosa. Prendete la pallottola e impastatela fino ad ottenere una pasta uniforme: mi raccomando, aggiungete farina se inizia a diventare appiccicosa. Lasciate riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti.

  2. Le verdure.
    Mettete sul fuoco un bel pentolone d’acqua e portatelo a ebollizione. Fate impallidire una manciata di verdura alla volta, lasciandole nell’acqua finché non iniziano ad appassire, quindi rinfrescatele in uno scolapasta sotto acqua corrente. Dividete le verdure in 4 manciate e spremetele fino a far colare tutta l’acqua: sgrossate l’amalgama ottenuta con un coltellaccio e spremete di nuovo.

  3. Il ripieno.
    Scaldate un paio di cucchiai d’olio in una padella larga e fonda a media fiamma. Soffriggete le cipolle e aggiungete la verdura, condendo generosamente con sale e pepe. Mescolate bene! (Nonna Regina ha sottolineato più volte questo passaggio). Spegnete la fiamma, aggiungete noce moscata, ricotta, metà del parmigiano grattugiato e mescolate. Sbattete 4 uova, conservatene 3 cucchiai, quindi aggiungete il resto al pappone e mescolate bene. Fate raffreddare.

  4. La composizione.Portate il formo a 1800 gradi. Dividete la pasta in 4 parti e formate altrettante palline, quindi usate un matterello per stenderle a formare 4 dischetti. Prendete una teglia e stendetevi della carta forno, quindi adagiatevi un disco di pasta: spennellate leggermente il primo disco con dell’olio, quindi copritelo con un secondo disco. Iniziate a spargere il ripieno in maniera uniforme fino a formare un primo strato, lasciando però liberi i bordi del disco. Spargete cinque uova sulla superficie del ripieno, quindi spruzzate il tutto col parmigiano. Ricoprite con un disco di pasta e spennellate con olio. Manca l’ultimo disco: poggiatelo delicatamente, ricordandovi di togliere la pasta in eccesso con un utensile adatto. Ripiegate i bordi dei dischi sottostanti e chiudete la torta; spennellate ancora con olio e, se ne rimane, aggiungete un po’ di parmigiano. Fate qualche bucherello con un coltello per far respirare la torta.
  5. L’infornata.
    A questo punto il forno dovrebbe essere a temperatura, ridotto a una pozza di metallo fuso. E’ probabile, d’altronde, che l’atmosfera nella cucina sia diventata incandescente: il tavolo, le sedie, le scansie sono ora in fiamme, così tutto il materiale organico che entra in contatto con quel mortifico vento infernale. I vicini avranno probabilmente già chiamato i pompieri ma per voi sarà troppo tardi: l’ultima cosa che sentirete saranno i colpi dei loro magli alle finestre, mentre lingue di fiamma strisceranno padrone sul vostro corpo carbonizzato.

 

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